Per inventare il futuro bisogna avere il coraggio di sbagliare. Benedetto Vigna, amministratore delegato della Ferrari, non crede all’innovazione senza rischi: «Se un progetto ha il 100 per cento di probabilità di riuscita, allora non si tratta di vera innovazione». È la filosofia che guida Maranello, raccontata in un’intervista a Alessandro Lago, direttore di Quattroruote nel corso di Quattroruote NEXT mentre il manager si trova in India, nuova frontiera di crescita per il Cavallino.
«Siamo qui per inaugurare la prima edizione locale di Universo Ferrari», spiega Vigna. Un Paese in espansione, con clienti appassionati capaci di percorrere migliaia di chilometri con le loro Rosse e un ecosistema tecnologico vivace. Anche il commercio può cambiare passo: secondo Vigna, il prossimo accordo di libero scambio porterà i dazi sulle auto termiche dal 110 al 2 per cento. «Qui si ridefinisce costantemente il concetto di possibile».
Possibile, per Ferrari, significa soprattutto non limitarsi a eseguire i desideri dei clienti. Vigna distingue tra «back to market», rispondere alla domanda esistente, e «marketing time», immaginare ciò che ancora nessuno ha chiesto. «Se è il cliente a definirti nei dettagli un prodotto, significa che qualcun altro glielo ha già proposto». L’obiettivo è sorprendere senza perdere l’identità: in quaranta giorni Ferrari ha presentato due estremi della gamma, la Luce e la 12Cilindri.
La sfida più delicata è forse convincere i puristi che l’elettronica non cancelli le emozioni. Dal lavoro sullo sterzo steer-by-wire è nata l’idea di un cambio manuale virtuale. «Ho chiesto ai collaudatori se percepissero differenze rispetto a un comando meccanico, mi hanno risposto che non ve ne era alcuna», ricorda Vigna. Da lì la decisione di trasferire la stessa logica alla cambiata: «Abbiamo voluto rileggere il passato con occhi moderni». La tradizione, insomma, non è una teca da museo.
Per arrivare a soluzioni nuove bisogna anche accettare i vicoli ciechi. Nel 2022 Ferrari ha avviato 147 progetti innovativi e ne ha interrotti 47, perché non sostenibili sul piano economico, industriale o emozionale. L’azienda prova a mettere in discussione le abitudini, perfino quelle digitali: meno schermi superflui e più comandi tattili. Per la Luce ha cercato uno sguardo esterno, affidandosi anche al team LoveFrom di Jony Ive e Marc Newson. «Se avessimo lavorato da soli, non avremmo ottenuto lo stesso risultato».
Vigna rivendica poi il valore del tempo per pensare, non soltanto per produrre. Frequenta la fabbrica, ascolta i lavoratori, incontra i clienti, legge libri. «Dobbiamo concedere al cervello il tempo di pensare invece di limitarci a essere esecutori passivi dei social media». E quando il discorso arriva alla presentazione della Tesla di Elon Musk, sorprende con un applauso senza riserve: «Dieci in tecnologia e dieci in comunicazione». Poi il messaggio, da europeo, al rivale: «Grazie per aver dimostrato che anche in un mondo industriale considerato vecchio si può ancora innovare e si può osare». Per Ferrari il futuro non consiste nello scegliere fra memoria e rivoluzione. Consiste nel farle correre insieme.
Nessuna domanda sulla Formula 1. Ma in questo momento Vigna avrebbe poco da dire. Meglio aspettare la fine della stagione e decidere.


